Argenina. Consigli

oltre i gattini e i monumenti storti

riflessioni sulla fotografia di viaggio

Tutti amiamo viaggiare e, ancor di più, fotografare mentre lo facciamo. Che sia per ricordo, condivisione o pura passione, il turista e la macchina fotografica (o lo smartphone) sono una coppia classica, ormai indissolubile. Tuttavia, proprio oggi che abbiamo tra le mani strumenti sempre più sofisticati, rischiamo di ritrovarci alla fine di un viaggio con centinaia di immagini che sul momento ci sembravano indispensabili, ma che con ogni probabilità finiranno presto nei meandri della memoria digitale. Vediamo insieme alcune riflessioni per portare la tua fotografia di viaggio a un livello superiore.

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smartphone o fotocamera

essere o non essere

È una delle grandi dispute dell’umanità, al pari di BMW contro Mercedes, Canon contro Nikon o pasta lunga contro pasta corta. L’appassionato vi dirà che le immagini di una fotocamera non hanno rivali; la controparte risponderà che con un unico strumento, facile e immediato, si ottengono risultati persino migliori.

Credo abbiano ragione entrambi. Perché? Perché lo strumento migliore è sempre quello che ti mette a tuo agio e ti permette di ottenere i risultati che desideri. Se il tuo obiettivo è raccontare il viaggio sui social e realizzare un fotolibro nella maniera più semplice possibile, lo smartphone è il tuo miglior alleato.

Oggi non consiglierei mai a chi non ha una specifica passione per la fotografia come “processo creativo” di investire in una macchina fotografica: per superare la resa dei migliori smartphone attuali servono budget importanti e una discreta tecnica. Al contrario, se sei un purista, ti invito a non guardare con superiorità chi fotografa col cellulare. Non perderti in inutili discussioni se uno scatto da smartphone sembra “meglio” di uno da una mirrorless da 4000€. Semplicemente, goditi le possibilità che il tuo strumento ti offre. Che tu viaggi con un intero parco ottiche o con una compattina 35mm — come la Fuji X100 che fa tanto fotoreporter d’assalto — il tuo fine è raccontare una storia. Tu fotografi perché ti dà piacere farlo: pensare lo scatto, aspettare la luce giusta, svilupparlo e, finalmente, vederlo stampato.

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less is better

Né troppo né troppo poco

Vivi il momento: Arrivando in luoghi iconici, come Piazza del Campo a Siena, si vedono decine di persone scattare freneticamente dalle stesse angolazioni. Spesso, per guardare attraverso uno schermo, perdiamo l’atmosfera del luogo. Prendiamoci il tempo per entrare in sintonia con ciò che ci circonda. Solo allora noteremo dettagli unici, capaci di raccontare una storia che è solo nostra. Per le cartoline perfette, in fondo, ci sono sempre le bancarelle dei souvenir.

La prova del nove: 700 foto a settimana non le guarderà nessuno (e sono stato generoso con le stime). Non aver paura di cancellare: una foto sfocata è una foto da buttare. Lo stesso monumento visto da cinque angolazioni diverse ne avrà sicuramente una superiore alle altre.

Ti lancio una sfida: al ritorno, racconta il viaggio al tuo migliore amico mostrandogli solo 7 foto selezionatissime per ogni giorno. Poi, a un conoscente che ti sta un po’ antipatico, propina l’intero rullino: ogni gattino, ogni cartello stradale, ogni piatto di pasta. Sono certo che i tuoi amici ti vorranno ancora più bene. Gli altri? Beh, poco male.

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stampa stampa stampa

payoff

Migliaia di immagini rinchiuse dentro anonimi e freddi hard disk e schede di memoria di smartphone e fotocamere; le più fortunate giacciono sotto un virtuale strato di polvere in cartelle più o meno dimenticate di un computer; le migliori, quelle più belle, hanno il privilegio della luce su qualche social media, almeno finché lo Zuckerberg di turno lo vorrà. Questa, scherzosamente ma non troppo, è la fine che troppo spesso fanno quelli che in un primo momento dovevano essere ricordi indelebili di un viaggio bellissimo. Volendo questo discorso è anche un pò legato al punto precedente per la necessità, se davvero vogliamo creare un ricordo indelebile della nostra esperienza, di creare una storia breve e significativa della nostra esperienza da poter toccare con mano quando vorremo.

Il Piacere della Carta. Spero tutti converrete con me che scorrere fisicamente delle fotografie o sfogliare un fotolibro abbia un gusto tutto diverso dal vederle su uno schermo.

Ricordati di Me. Tra qualche anno nessuno avrà purtroppo la voglia di conservare e vedere le fotografie che avevo disseminate in giro su vecchi smartphone o computer, al contrario mi piace pensare a mio nipote che sfoglia le foto di qualche mio viaggio in un album trovato nella libreria.

La Volatilità dei Social. I social networks sono fantastici, ci consentono di comunicare e condividere le nostre esperienze, sono uno strumento anche per me indispensabile; ma non possono essere ciò a cui affidiamo i nostri ricordi; quando instagram, per fare un esempio, sparirà o cambierà modello di business semplicemente perché non più di moda, tutti i nostri contenuti saranno persi per sempre.

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stampa online e offline

payoff

Esistono molte possibilità al giorno d’oggi per mettere su carta le proprie fotografie. Si va dal classico stampatore o negozio di fotografia che potrete trovare nella vostra città ad una miriade di servizi online di vari livelli di qualità. Quello che vi fornisco è un nominativo di un servizio provato personalmente che mi sento di consigliare da poter usare anche come riferimento per prezzi e caratteristiche di stampa:

Di Saal digital apprezzo la varietà dell’ offerta, i prezzi concorrenziali ed allo stesso tempo la possibilità di arrivare a stampe fine art su carta di grande qualità e formato. Molto buoni anche i fotolisi con relativo editor per la progettazione.

Stampa Fine Art a Casa Quando si parla di stampa fotografica fatta come si deve in casa si apre veramente un mondo; per ottenere dei buoni risultati servono una buona fotografia di partenza, un processo di sviluppo mirato, stampanti e inchiostri dal costo elevato e carte di qualità. Infine qui mai conviene investire nel necessario, ma si sa, la passione fa fare di tutto ed il piacere che si prova a veder uscire dalla stampante la nostra creazione ha veramente pochi eguali.

Per chi volesse avvicinarsi a questo mondo segnalo i corsi online di ProMirrorless che hanno un ottimo rapporto qualità prezzo ed a mio avviso affrontano la cosa dal giusto punto di vista.

Per chi invece fosse interessato ad una prova sul campo di tutto il processo che va dalla realizzazione della foto, allo sviluppo e la stampa finale, Argenina organizza dei workshop di un giorno tra le nostre splendide colline che possono aiutarvi a capire quanto sia bello e interessante il processo che sta dietro la realizzazione di una stampa fine art. Questa però è un’ altra storia e vi invito a contattarci per saperne di più.

Stampanti economiche Esistono svariate tipologie di stampanti e tecnologie per ottenere un a stampa fotografica. Quella che secondo me da il miglior compromesso tra qualità, costo e semplicità è la stampa sublimazione. Soluzioni come la Canon Selphy sono immediate, portatili e creano fotografie perfette per essere archiviate in un album dei ricordi senza pretese di qualità museale.

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dimmi dove dormi e ti dirò cosa scatti

payoff

Cosa c’entra l’hotel o l’agriturismo con le tue foto? C’entra con la luce. Sappiamo che le ore centrali della giornata, con le loro ombre dure, sono le peggiori per fotografare. L’alba e il tramonto, invece, regalano colori magici e meno folla.

Tuttavia, a meno che tu non sia in un viaggio puramente fotografico, sarà difficile convincere i tuoi compagni di viaggio a fare alzatacce o rinunciare alla cena per raggiungere una location remota. La soluzione? Scegliere una struttura che offra la bellezza “fuori dalla porta”. Alloggiare in un posto che permetta di fotografare albe magiche o notti stellate semplicemente facendo due passi fuori dalla camera ti permetterà di divertirti senza “rovinare” la vacanza a chi ti vuole bene.

Se a questo aggiungi 1-2 bonus da spendere con i compagni di viaggio per recarti in quella location incredibile che hai visto su 500px, la tua settimana fotografica sarà già programmata a puntino.

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post-produzione ti odio

payoff

Sia chiaro sin da subito: queste riflessioni non sono rivolte a chi della fotografia ha fatto il proprio lavoro, quindi perdonatemi se per qualcuno risulteranno banali. Non fraintendetemi, io non odio passare del tempo davanti al computer con programmi come Lightroom, Capture One o i vari “fratellini” dotati di intelligenza artificiale recentemente venuti al mondo. Tuttavia, non dobbiamo assolutamente sentirci sminuiti come fotografi se decidiamo di non ritoccare ogni singolo scatto come se dovesse finire su una rivista di moda. Se il nostro obiettivo è raccontare un luogo, un’esperienza o una cultura, ecco come sopravvivere senza diventare schiavi del monitor:

Il “mostro jpeg” Spesso, all’inizio, ti vogliono far credere che la differenza tra un vero fotografo e un pivellino stia tutta nell’uso del RAW. Non è così. Il JPEG è un file già lavorato e sviluppato dalla macchina secondo la visione del costruttore (e parliamo di colossi come Canon, Nikon o Fuji, mica pizza e fichi!). Se impari a regolare i parametri direttamente in macchina prima dello scatto, otterrai risultati estremamente soddisfacenti e pronti per la stampa, risparmiando ore di lavoro inutile.

Scatta bene! Quella che un tempo era una necessità, oggi sembra diventata un’opzione trascurabile: “Tanto poi alzo le ombre, abbasso le luci e metto una maschera”. No. Una foto pensata male è una foto pronta per il cestino, a prescindere da quanta post-produzione ci applichi. Godiamoci il momento dello scatto: impostiamo bene la fotocamera e impariamo a conoscere i pregi (e i difetti) della nostra lente. Solo così avremo un file che valga davvero la pena di essere conservato, che sia un JPEG o un RAW.

Preset e AI Non neghiamolo: anche facendo del nostro meglio, alcune foto non riescono perfettamente. Software come Luminar Neo (o le nuove funzioni AI di Adobe) sono aiuti incredibili. Il segreto è non chiedere a loro di fare tutto il lavoro, ma usarli come strumenti per correggere piccoli difetti o dare uno stile uniforme al racconto del vostro viaggio. Provare per credere!

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fine rullino (e un invito):

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Questa non vuole essere una guida esaustiva, ma una raccolta di riflessioni tra amici appassionati. Se la pensi diversamente o se ti è venuta voglia di venire a scattare nel Chianti, non esitare a scrivermi.

Qualunque cosa voglia dire: buona luce a tutti!

Gabriele

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